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Belluno e le prealpi venete

Brent De L'Art

Brent De L'Art

Sant'Antonio Tortal

I Brent de l'Art sono canyon scavati nel corso dei millenni dal torrente Ardo. Tale denominazione deriva dal termine dialettale "brentana" (torrente che diventa impetuoso dopo forti piogge) e dal nome del corso d'acqua stesso, Ardo, che in dialetto diventa Art.

Circa dodicimila anni fa le acque meteoriche, aiutate anche dalla presenza di acido carbonico, crearono incisioni sulla scaglia cretacea (depositi risalenti al Cretaceo, periodo che va da 145 a 65 milioni di anni fa), dove poi le acque di scorrimento superficiale, ricche di frammenti abrasivi, si insinuarono e con la loro opera erosiva diedero inizio alla formazione della profonda e variopinta fenditura che oggi

Cascata del Bognon

Cascata del Bognon

Località Pranolz
La Cascata del Bognon si presenta come una gola, profondamente incassata, ed é il risultato dell'azione erosiva che l'acqua nel corso dei secoli ha esercitato sulle stratificazioni rocciose che caratterizzano il terreno di queste rive. Complessivamente, l'acqua precipita per una decina di metri con due belle cascate, ognuna delle quali presenta alla base una marmitta di acqua limpidissima color verde smeraldo.
pont de val d'arc

Pont De Val D'Arc

Mel
Notevole e imprevedibile arco di roccia che fu a lungo oggetto di dispute tra i comuni di Miane (TV) e Mel. Una tabella situata in loco ne narra le vicissitudini passate intercorse tra le due municipalità, mentre nel 1838, dopo circa 500 anni, le controversie furono risolte e l'arco oggi segna il confine territoriale tra i due comuni.
Torbiere di Valpiana

Torbiere di Valpiana

Valmorel, Melere
Biotopo acquitrinoso situato in Località Nantei e riconosciuto dai primi anni Duemila come SIC (Sito di interesse Comunitario) grazie alla sua grande biodiversità. L'area protetta, infatti, ospita una grande varietà di anfibi, in particolare vari tritoni e l'ululone dal ventre giallo, nonché particolari specie floreali spontanee visibili da maggio a giugno, come le orchidee del genere Dactylorhiza e lo splendido Iris Sibirica. Questo é il sistema di torbiere più esteso dell'intera Provincia bellunese.
Col dei Piatti, Col Moscher e la Fioritura dei Narcisi

Col dei Piatti, Col Moscher e la Fioritura dei Narcisi

Valbelluna
Dalla pur modesta cima di Col Moscher il panorama si apre sull'intero Parco delle Dolomiti Bellunesi e sulla sottostante Valbelluna che, insieme ai suoi numerosi centri abitati, accompagna il fiume Piave verso la pianura ormai vicina. A sud, invece, possiamo ammirare il magnifico Col dei Piatti che, con un'immagine da cartolina, emerge sullo sfondo dei più lontani monti Garda e Cesen. Il luogo é splendido e rilassante in ogni momento dell'anno, ma il suo fascino raggiunge il massimo a maggio, durante la fioritura dei narcisi.In questo periodo, infatti, le colline di questo lembo di territorio, più che da altre parti, si ammantano di bianco rendendo l'ambiente veramente magico.
Vincheto di Celarda

Vincheto di Celarda

Feltre
Area protetta situata nella località omonima in Comune di Feltre e ricadente nel Parco delle Dolomiti Bellunesi. Il suo nome deriva dall'uso che ne veniva fatto ai primordi da parte della Serenissima Repubblica, ovvero piantumazione di salici ed estrazione di vimini. Oggi la zona é adibita ad oasi di ripopolamento ambientale ed ospita allo stato libero 84 specie animali, tra cui il capriolo, molti carnivori (tasso, martora, volpe, ecc.), vari roditori e lagomorfi (ghiro, scoiattolo, lepre, ecc.) e alcuni pipistrelli. In passato è stata segnalata la presenza della lontra. Numerose le specie avicole, tra cui vari trampolieri (airone cinerino, alzavola, ecc.) e numerosi rapaci diurni e notturni. Molto variegati anche la fauna ittica, gli anfibi e i rettili. Da evidenziare poi la presenza del gambero di fiume.
Laghetti della Rmonta

Laghetti della Rimonta

Parco delle Dolomiti
Ambiente perifluviale che si trova tra i comuni di Mel e Lentiai, alla confluenza del fiume Piave con il torrente Rimonta. Ospita una ricca varietà di specie animali e vegetali.

Castello di Zumelle

Mel
Sembra che un primo nucleo di Zumelle fosse stato completato già nel 46-47 d.C., quando i Romani si accingevano a consolidare la loro influenza nella zona della Valbelluna, conquistata nel I secolo a.C. La costruzione si ergeva in posizione strategica, controllando i transiti di un'arteria stradale che giungeva dalla pianura attraverso il passo di Praderadego, forse la via Claudia Augusta Altinate o, più probabilmente, una sua variante. All'epoca delle invasioni barbariche il castello divenne il perno del sistema difensivo locale, che aveva il compito di garantire i collegamenti tra Feltre e Ceneda.
Cascata della soffia e Cadini della Val Brenton

Cascata della Soffia e Cadini della Val Brenton

Lago del Mis

La Val Brenton, poco prima di confluire nel torrente Mis poco a monte del ponte presso Gèna Bassa, presenta nel suo tratto terminale una serie di gradini rocciosi dove i salti d'acqua hanno scavato nel corso dei millenni una serie di belle vasche profonde anche più di 4 metri e localmente note come "cadini".

Si tratta di marmitte di erosione, createsi a causa dell'azione abrasiva dell'acqua che trascina nel suo movimento vorticoso vari detriti; i ripetuti sfregamenti e gli urti determinano, sulla roccia del ripiano al piede delle cascatelle, la formazione di caratteristiche cavità con forma "a botte", aventi cioé un diametro maggiore al di sotto del bordo. La lieve inclinazione verso monte degli strati rocciosi e la presenza di fessurazioni favoriscono la permanenza dell'acqua sui ripiani, contribuendo ad accelerare la dissoluzione chimica della roccia (Dolomia Principale), che forma i gradini della valle.

I cadini, situati tra i 435 e i 490 m. di quota, sono una quindicina; le prime dodici marmitte, collegate tra loro da scivoli rocciosi e cascatelle, sono facilmente accessibili grazie ad un breve percorso ad anello realizzato dall'Ente Parco delle Dolomiti Bellunesi; all'imbocco del sentiero, si può inoltre visitare il giardino botanico "Campanula morettiana", suddiviso in settori che ricreano i principali ambienti naturali presenti nel Parco.

Punti di Interesse Culturale

Museo delle Zoche e della Tarsia

Museo delle Zoche e della Tarsia

San Gregorio nelle Alpi
Nella piazza di San Gregorio nelle Alpi si erge un curioso monumento, una enorme "zòca" (ceppaia) ben fornita di una folta chioma di radici; poco sotto la piazza si trova l'altrettanto interessante museo delle "zòche" e della tarsia, che espone una ricca collezione di manufatti in legno e in radice scolpiti e intagliati da artisti locali.
Museo Civico di Belluno

Museo Civico di Belluno

Belluno

E' stato aperto al pubblico nel 1876 ed é il più importante museo della città. Sino al 2016 le sue collezioni erano ospitate presso il seicentesco Palazzo dei Giuristi, mentre dal 2016 la sede museale é stata trasferita a Palazzo Fulcis. Ospita opere pittoriche risalenti ad epoche che vanno dal XiV al XIX secolo, disegni e stampe, placchette bronzee, opere scultoree (soprattutto del XVIII e XIX secolo); inoltre, oggetti d'arte come porcellane, tappeti, arazzi, vetri e una collezione di gioielli.

La collezione archeologica, composta da reperti databili dal Paleolitico Medio fino all'Alto Medioevo, rimane provvisoriamente ancora presso la sede di Palazzo dei Giuristi, in attesa di trovare la propria definitiva collocazione presso palazzo Bembo (ex Ospedale Civile), ora in via di restauro.

Palazzo Cepadona

Palazzo Crepadona

Belluno

Complesso culturale cittadino inaugurato nel 1981 ed ospitato presso una residenza nobiliare cinquecentesca edificata all'epoca da Niccolò Crepadoni (da cui il nome del palazzo). Il palazzo nacque in realtà dall'unione di edifici preesistenti, di cui l'altana conserva probabilmente l'impianto di una delle antiche torri che sovrastavano le mura cittadine.

Al piano terra e al primo piano sono ancora in parte visibili i resti degli affreschi originari, mentre nell'anno d'inaugurazione del centro (1981) si decise di collocare sotto il porticato il sarcofago romano di Flavio Ostilio Sertoriano e della moglia Domizia, risalente al III secolo e rinvenuto nel 1480 durante gli scavi delle fondamenta del campanile di S. Stefano. La Crepadona ospita la Biblioteca civica e il centro culturale cittadino.

meseo 7° reggimento alpini

Museo 7° Reggimento Alpini

Sedico

Il Museo 7° Reggimento Alpini é ospitato all'interno di un'ala di villa De Manzoni a Sedico, in loc. Patt.La villa fu realizzata su progetto dell'architetto Giuseppe Japelli e contiene affreschi di notevole pregio artistico, tra i quali si citano la "Lotta delle spartane" di Giovanni de Min e "Esopo racconta le favole" di Pietro Paoletti. L'inaugurazione del museo avvenne nel 1938, allorché il colonnello Carlo Ghe del 7° Reggimento Alpini, per la ricorrenza del 20° anniversario della fine del 1° conflitto mondiale, decise di istituire un Museo- Sacrario a ricordo dei numerosi caduti.

Le storiche collezioni del Museo 7° Reggimento Alpini sono di proprietà del Ministero della difesa, si sono ampliate col tempo ed annoverano reperti quali armi, gagliardetti, cimeli e documenti, tra cui anche alcune collezioni di cartoline pressoché complete. La collezione del museo spazia dall'anno di fondazione del Reggimento (1887) fino ai giorni nostri e riporta testimonianze delle campagne d'Africa, d'Albania, principalmente della Grande Guerra, ma anche del 2° conflitto mondiale e di varie missioni internazionali di pace.

Museo Archeologico

Museo Archeologico

Mel
Dal 1996 si trova all'ultimo piano del seicentesco Palazzo delle Contesse ed ospita, nella sala centrale, un'esposizione di pannelli, fotografie e disegni relativi all'intera area archeologica, mentre nelle due stanze laterali trovano posto 25 bacheche contenenti i corredi tombali provenienti dalla vicina Necropoli Paleoveneta, materiali dell'insediamento individuato nel 1995 e reperti provenienti da collezioni private. Sono presenti ossari, vari ornamenti personali e numerosissimi oggetti di uso quotidiano.
museo storico della bicicletta

Museo Storico della Bicicletta

Cesiomaggiore

MUSEO STORICO DELLA BICICLETTA "T. BEVILACQUA"- CESIOMAGGIORE Nato da un'idea del cesiolino Sergio Sanvido e dedicato al veneziano Toni Bevilacqua, campione del mondo nell'inseguimento nel 1950 e 1951, il Museo Storico della bicicletta venne inaugurato nel 1997 e raccoglie l'intera collezione di biciclette che il suo fondatore aveva donato al Comune.

Dal 2007, il Museo ha sede presso la Scuola Primaria di Cesiomaggiore ed ospita 170 pezzi. Ogni bicicletta ha la propria carta d'identità; inoltre, le biciclette sono raggruppate per periodo storico e per tematica: da bambino, da lavoro, militari, da turismo e da competizione. Il modello più antico é un celerifero del 1791, e la collezione arriva sino alle moderne biciclette elettriche.

Ponte delle fontane di Fisterre

Ponte delle Fontane di Fisterre

Mussoi

Il Ponte di Fisterre, detto anche Ponte delle Fontane, è uno dei chiari segni dell’epoca romana nella città di Belluno. La struttura, infatti, fu eretta come acquedotto cittadino e tale rimase fino alla fine dell’800, quando fu inaugurato l’acquedotto odierno, ed è per questo che le opere di manutenzione si sono susseguite nell’arco dei secoli con sufficiente costanza per garantirne l’efficienza. A sottolinearne l’importanza è visibile ancora oggi all’ingresso del ponte una lapide, risalente al restauro operato nel 1750 dal pretore e prefetto Maffeo Badoer, che ricostruì il manufatto dopo un improvviso crollo avvenuto nel 1744 che lasciò la città senza acqua. Il Ponte è costruito ad arcata unica a volta a tutto sesto, in pietra, ed è situato in località Fisterre, a pochi chilometri dal centro cittadino, sulle coste di un torrente emissario dell’Ardo.

Il ponte è oggi percorribile a piedi, e congiunge il Parco di Mussoi un’area verde oggi pubblica ma nata come giardino romantico di una dimora signorile, Villa Clizia, che raccoglie importanti piante secolari ed esemplari di flora e fauna, con l’area dei campi da tennis posta a nord, in direzione dell’abitato di Vezzano. Nei pressi del ponte, inoltre, sorge la Peschiera di Fisterre, affascinante area un tempo florida ma oggi purtroppo totalmente abbandonata.

ponte della vittoria

Ponte della Vittoria

Borgo Piave, Belluno
Realizzato tra il 1923 e il 1926 dall' ing. Eugenio Miozzi, fu concepito come opera in un'unica campata, in quanto le piene del Piave e il passaggio di legname avrebbero, col tempo, potuto danneggiare eventuali ulteriori pilastri. Oltre alla robustezza (la struttura del ponte é in cemento armato) l'opera doveva essere vistosa ed elegante e il modello a campata unica soddisfaceva appieno tali prerogative.Sui pannelli decorativi delle spalle del Ponte della Vittoria furono incisi alcuni versi della "Canzone del Piave", simbolo della resistenza italiana sulle acque bellunesi, durante la Prima Guerra Mondiale.
Ponte delle Donne

Ponte delle Donne

Campedei
Detto anche "Pònt dele fèmene", é un ponte a campata unica realizzato intorno agli anni '60 del XIV secolo dal nobile bellunese Caterino de Foro, proprietario di fondi a S. Antonio Tortal, in seguito ad una vertenza con la Pieve di San Felice. Quest'ultima ed il Comune di Belluno lo esonerarono dal pagamento di oneri fiscali ed in cambio il nobile si occupo' costantemente della manutenzione del ponte. Sopra il ponte originario, visibile dalla strada, nel 1915 l'esercito austro-ungarico, a causa di problemi di cedimento dell'opera originaria, costruì quello attuale, sul quale si transita.

Giro delle Ville Venete

Villa Montalban Pialdier

Villa Montalban Pialdier

Belluno

Risale al XVIII secolo e fu edificata come corpo autonomo, mentre oggi é inglobata nel centro storico del paese. Nella facciata frontale dell'edificio risalta, al secondo piano, il motivo centrale, formato da quattro lesene ioniche che sorreggono il timpano e riquadrano le tre aperture con poggioli a filo della facciata. L'oratorio della villa ospita una pregevole pala di Giovanni da Mel.

Villa Piloni

Villa Piloni Casteldardo

Trichiana
Fu edificata per volere di Odorico Piloni alla fine del Cinquecento come residenza di campagna. Subì un'ampia ristrutturazione nel corso del Settecento e fa parte di una serie di proprietà della famiglia Piloni, tra i quali il terreno che circonda la villa e sul quale un tempo sorgeva l'antico maniero di Casteldardo. Il corpo centrale é formato da tre piani sormontati da un altro timpano con tre finestre che si ripetono anche inferiormente e vengono valorizzate da l balcone a pilastri conici e dai frontoni ricurvi e spezzati.
Villa Agosti

Villa Agosti

Trichiana
Un tempo sede di un'importante biblioteca, reca su una delle sue pareti esterne il versi del "Ritmo Bellunese", uno dei primi esempi di lingua volgare italiana, narranti la distruzione del maniero di Casteldardo durante la battaglia tra Bellunesi e Trevigiani. L'edificio é stato realizzato nell'Ottocento ed é appartenuto a lungo alla nobile famiglia Agosti. Oggi la villa é di proprietà del Comune ed é stata adibita a casa di soggiorno per anziani.
Villa Alpago

Villa Alpago Novello

Trichiana
Il nucleo originario della villa risale al XVIII secolo, mentre, nei successivi due secoli, l'edificio ha subito numerosi ampliamenti. La villa, infatti, si presenta come l'accorpamento di edifici minori preesistenti, si sviluppa su tre piani ed é caratterizzato da un tetto a padiglione. Sulla facciata principale spicca il motivo delle tre finestre ravvicinate al piano nobile e del timpano, che é staccato da una cornice al resto della facciata. L'invasione austriaca risalente alla Grande Guerra purtroppo devastò totalmente gli interni.
villa piloni garfagnoi

Villa Piloni Garfagnoi

Trichiana
Edificata nel 1600 e nata come casino di caccia, é collocata nel borgo di origine romana Carfagnoi (Carfanius) e si presenta come una dimora solenne ed austera, il cui poggiolo al primo piano é abbellito da una ringhiera in ferro battuto.